Lo Smart Working come nuova dimensione lavorativa

Chi si è avvicinato allo smart working in tempi non sospetti, prendendosi tutto il tempo necessario per introdurlo in azienda senza traumi, si è scontrato con situazioni nuove di non semplicissima gestione.

A maggior ragione le aziende che dall’oggi al domani hanno dovuto consentire ai collaboratori di lavorare da casa si sono trovate parecchio spiazzate (e il lavoro da casa è solo uno degli aspetti dello smart working).

La prima questione da risolvere è stata quella dei device: molti lavoratori non erano dotati di computer portatile, molti necessitano di stampanti, altri ancora non hanno a disposizione nelle loro case una connessione ad internet sufficiente.

Si sono presentati poi i problemi di project management e gestione dei progetti: gli imprenditori si sono sentiti persi vedendo gli uffici vuoti, i team leader non sono ancora pratici nel gestire una squadra da remoto, i junior non riescono ad essere seguiti adeguatamente. Spesso gli obiettivi del singolo non sono definiti chiaramente, e ci si affida all’operatività quotidiana e ad un po’ di improvvisazione per mandare avanti i progetti: ecco che lavorando da remoto questo modus operandi si è rivelato ingestibile.

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