La crisi pandemica sta mostrando quanto sia importante per le organizzazioni prepararsi ad affrontare le possibili criticità in ogni ambito: economico e finanziario, sanitario e ambientale. Adottando uno sguardo sistematico capace di anticipare i rischi futuri.

Ma oggi le imprese a cosa sono chiamate? Qual è la loro resilienza? Si è modificata o è rimasta la stessa che si erano prefissati?

Sicuramente paradigmi come lo shared value hanno aperto nuovi scenari affacciando il mondo del business sulle proprie ragioni sociali.

La pandemia ha però mostrato una porosità inattesa dei sistemi socio-economici.

La resilienza d’impresa ha mostrato di potersi consolidare solo se perseguita attraverso azioni che concorrono alla resilienza del suo sistema di riferimento.

L’esposizione al rischio a cui un’impresa è sottoposta, sta attraversando una drammatica accelerazione e rischia di creare una crisi sistemica ancora più grande e prima della fine di quella che stiamo vivendo.

Come affrontare le crisi sistemiche

Le comunicazioni fra crisi sanitaria ed ambientale sono tante e consentono di testare il risk management da cui dipende la sopravvivenza delle nostre economie e la stabilità degli equilibri sociali.

Sia la crisi sanitaria che ambientale rappresentano uno shock di natura fisica che può essere affrontato solo mediante le cause fisiche.

La propagazione degli effetti attraverso economie interconnesse potrebbero caratterizzare anche le crisi di sistema future.

Ciò che rende il Recovery Fund un potenziale game changer non è tanto il suo ammontare complessivo (poco più del +5% del PIL dell’UE), ma il principio dell’emissione congiunta su larga scala.

Il merito più grande dell’UE è stato quello di pianificare nel medesimo solco tracciato dai programmi del Continente all’interno del Green Deal. Ovviamente bisogna sperare che la strada intrapresa venga imboccata anche da altri con la giusta determinazione.

Dopotutto, gli investimenti in infrastrutture climate-resilient e l’incrementano della resilienza del business creano anche nuovi posti di lavoro. In più i tassi di interesse quasi pari allo zero pongono le basi per investimenti favorevoli come non mai.

Modelli d’impresa

La creazione di valori condivisi è un driver della resilienza dell’impresa, ma non può seguire sempre lo stesso schema. Ciascuno di esso può essere scalzato da aree di impatto di nuova identificazione.

L’analisi ininterrotta dello scenario favorisce l’individuazione di domande ancora acerbe o parzialmente inespresse alla luce delle quali l’impresa può valutare in che modo il proprio business possa creare un rapporto di fiducia con la sua comunità socioeconomica di riferimento.

Non bisogna, però, mai dimenticare che alla base di tutto ci sono i lavoratori che danno nervo e sostanza alla resilienza conquistata dall’impresa.