L’Avviso ANPAL è stato pubblicato e permangono dubbi e incertezze legate ai meccanismi di funzionamento del Fondo Nuove Competenze, nodi da attenzionare per rendere tale strumento un vero, tangibile, concreto supporto per aziende e lavoratori.

Tempistiche e modalità

I tempi, innanzitutto, di sottoscrizione degli accordi collettivi di secondo livello e della conclusione delle attività sono stringenti: la necessità di dover stipulare gli accordi entro il 31 Dicembre e di dover concludere le attività entro 90 giorni potrebbe rendere problematica la fase di implementazione delle attività, rischiando di incidere negativamente sui risultati finali e gli impatti attesi da queste iniziative formative.

Il fatto, poi, che la valutazione sia a sportello non solo incita alla “corsa alla compilazione del modulo” più che all’attenta analisi di quali competenze critiche o emergenti sia effettivamente utile sviluppare, ma soprattutto pone l’imprenditore davanti ad un bivio scomodo: meglio attivare la cassa integrazione, un sostegno economico sicuro, che penalizza i lavoratori, che non crea prospettive di sviluppo, ma almeno è certo o meglio attivare una misura davvero utile per sostenere i lavoratori e i cambiamenti organizzativi, ma la cui assegnazione è incerta?

Parametri di valutazione

Più che la modalità a sportello, potrebbe essere utile definire parametri di valutazione chiari, modalità di assegnazione delle risorse che tutelino le piccole e medie imprese, le più esposte alle difficoltà di questo periodo. Potrebbe essere utile ampliare ulteriormente il plafond, spostando risorse da misure di politica passiva del lavoro ad uno strumento, come questo, di politica “attiva”.

Un altro ulteriore elemento che potrebbe limitare il ricorso a questo strumento è il costo di implementazione delle attività formative. Se il Fondo finanzia solo la retribuzione del personale in formazione e i relativi oneri contributivi, il costo per realizzare la formazione resta a carico delle aziende. In questo momento storico, le aziende hanno le risorse economiche per farlo?

Fondi Interprofessionali

Un’alternativa potrebbe essere finanziare le attività utilizzando quanto accantonato con i fondi interprofessionali con il cosiddetto “conto formazione”: ma le piccole imprese, ogni anno, riescono a cumulare risorse esigue, con le quali difficilmente potrebbero sostenere i costi di queste attività.

I fondi interprofessionali dovrebbero emanare avvisi ad hoc, ma i tempi che il Fondo Nuove Competenze impone sembrano non permettere nell’immediato una facile convergenza delle iniziative, demandando, poi, in questo caso, al Fondo stesso la richiesta di finanziamento per le aziende aderenti.

Potrebbe essere utile estendere i tempi di partenza e realizzazione delle attività per consentire ai Fondi, alle Regioni e al Ministero di assicurare fonti di finanziamento adeguate, anche in deroga alla normativa degli aiuti di Stato.

DPCM 3 novembre

Un ultimo tema va, poi, affrontato. Il Nuovo DPCM del 3 Novembre blocca la formazione in presenza. Da mesi gli organismi lavorano e investono risorse per adeguare spazi, strumenti e procedure ai protocolli di sicurezza, ma invano. La formazione in presenza è bloccata.

Come potremo assicurare una formazione performante, soprattutto in relazione all’acquisizione di competenze tecniche/operative di alcuni profili professionali interessanti per le aziende, senza poter fare training on the job o sessioni formative in presenza? Perché bloccare le attività in presenza, se si assicura il rispetto dei protocolli di sicurezza come avviene per le altre attività produttive?

Word Economic Forum

Il Word Economic Forum evidenzia quanto l’accellerazione dei processi di digitalizzazione aziendali e gli impatti del COVID accellerino il dismatching tra domanda e offerta di lavoro: chi non acquisisce competenze strategiche, aggiornate, qualificanti è destinato a rimanere ai margini del mercato.

In tale ottica il Fondo Nuove Competenze non può, e non deve, rappresentare l’ennesima occasione persa dal nostro Paese per allinearsi ai nuovi scenari economici.