Durante il corso degli anni sono stati centinaia, se non addirittura migliaia, gli articoli che parlano delle diverse generazioni che si sono susseguite nel tempo, cercando di mettere in luce i punti di forza e i punti di debolezza di ognuna di queste. La Generazione X, la Generazione Y e la Generazione Z sono rispettivamente il passato, il presente e il futuro del mondo culturale ed economico del nostro Paese. Insieme, infatti, coprono una fascia d’età che va dai 54 agli 8 anni d’età.

Generazione X

Quando parliamo di Generazione X parliamo di una fascia d’età compresa tra i 39 e i 54 anni. Una generazione ancora molto attiva nel mondo del lavoro. La Generazione X è stata la prima generazione a dare un forte segnale di cambiamento. I suoi membri hanno cercato di modificare gli andamenti di vita che fino a quel momento avevano caratterizzato le generazioni precedenti.

Istruzione, carriera, consumi culturali sono solo alcuni dei campi di svolta di questa generazione. La Generazione X è però una generazione che non ha trovato nel cambiamento, che ha cercato di portare avanti, un riscontro che ripagasse i loro sforzi di rivalsa.

Cercava, infatti, di inserirsi in un mercato del lavoro in estremo cambiamento rispetto a quello con cui la generazione precedente era abituata a interfacciarsi. Secondo gli studi fatti dalla Sage Group siamo a conoscenza che il 55% delle attività imprenditoriali di oggi sono gestite dalla Generazione X. È questo un dato incoraggiante, se non fosse che va a scontrarsi con un dato che riporta invece un guadagno del 12% in meno rispetto alla generazione precedente.

Generazione Y

Quando parliamo di Generazione Y parliamo di quella generazione di cui fanno parte coloro che vanno dai 34 ai 24 anni. Conosciuta anche come Generazione Millennias, la Generazione Y non ha avuto pochi problemi nell’identificarsi in una fascia d’età ben precisa. Gli studi del Pew Research Center hanno identificano nell’arco temporale 1981-1996 gli anni di inizio e fine della Generazione Y non in maniera casuale, ma grazie a delle considerazioni incentrate su aspetti fondamentali quali quello sociale, economico e politico. Il Pew Research Center identifica infatti in questa generazione tutti coloro che 11 settembre del 2001 avevano un’età compresa tra i 5 e i 20 anni e che, di conseguenza, potevano capire l’importanza e la drammaticità di quella data.

La Generazione Y ha:

  • una propensione verso la tecnologia, ai media e alla comunicazione
  • una minore tolleranza verso un’analisi critica di una situazione o processo
  • possono avere la così detta sindrome dello studente
  • una tendenza a restare a casa con i genitori
  • un’inclinazione a lavori creativi

Generazione Z

Più si va avanti con le generazioni, più il tempo di differenza fra loro diminuisce. Quando parliamo di Generazione Z parliamo di una generazione che ha una fascia d’età compresa tra i 23 e gli 8 anni. Una generazione nata con la tecnologia in mano, durante il boom di Internet.

Multitasking e abituati all’uso dei dispositivi, sono la generazione che ad oggi rappresenta il 30% della forza lavoro, apportando quel cambiamento che, ad oggi, tutte le aziende sono costrette ad adottare. La Generazione Z, oggi rappresenta non solo una forza lavoro innovativa, ma anche quella generazione che, più delle altre, è incline a lasciare il Paese.

È una generazione attiva, veloce e tecnologica, cosciente del cambiamento che il mondo del lavoro vive. Unico modo per evitare il loro espatrio sarebbe quello di sostenere le loro necessità di lavorare in un mondo smart e multitasking, promuovendo formazione, migliorando la comunicazione, promuovendo un equilibrio vita-lavoro.

La Generazione Z, secondo uno studio, preferisce interfacciarsi con i Millennias rispetto alla Generazione X troppo lontano dalla loro visione del mondo lavorativo. Potrebbe essere proprio questo un punto di partenza ed un input per quelle aziende che oggi ricercano nei loro dipendenti il cambiamento e l’innovazione che, oggi più che mai, il mondo lavorativo richiede.