La storia ci racconta come, per un’educazione maschilista o perché abituati a vedere la donna come colei che deve occuparsi dei figli, la donna sia in una visione di vita quotidiana e, poi in una visione prettamente lavorativa, sia stata percepita come inferiore, portando ad una disparità fra i due sessi.

Si è cercato con il tempo di colmare questo divario e di allineare la figura della donna con quella dell’uomo, ritenendo che abbiano gli stessi diritti e doveri.

Donna: guerriera d’uguaglianza

Rivolte, lotte, manifestazioni e ribellioni. Queste e molte altre sono le battaglie che negli anni sono state portate avanti da donne coraggiose, che avevano come unico scopo quello di ottenere quei privilegi che gli venivano negati. Una parità completa, ad oggi, sembra però ancora lontana. I dati che ci vengono riportati sono ben lontani da un’uguaglianza uomo – donna soprattutto in ambito lavorativo.

Se da un lato si è raggiunto un equilibrio sul tasso di partecipazione forza- lavoro, dall’altro persiste un dato che è ben lontano dal confermare la parità. Le donne, infatti, nonostante lavorino alla parità degli uomini, come tempo e come incarichi, percepiscono uno stipendio ancora sotto la media.

Abbattere le barriere, mettere in discussione gli stereotipi è solo l’inizio di un processo di integrazione totale. All’interno della nostra società è ancora troppo presente un maschilismo radicato, nonostante le donne continuino a farsi largo in ogni campo lavorativo, arrivando anche a ruoli dirigenziali.

Il lavoro femminile in Italia

Con il dopoguerra la costituzione italiana, attraverso l’articolo 37, pone sullo stesso piano il lavoro femminile con quello maschile sotto il profilo della retribuzione. Se da un lato veniva percepito come un punto di partenza per un’uguaglianza e una parità, dall’altro si rivelò un’illusione.

Sarà solo dopo molteplici lotte e rivendicazioni d’uguaglianza che nel 1963 si avrà un primo passo verso un’uguaglianza. Solo nel 1975 con la riforma della famiglia si delineerà l’uguaglianza uomo- donna.

Dati Istat: spiraglio di cambiamento

I dati riportati dall’Istat creano una visuale reale su quella che è la situazione della donna nel mondo del lavoro. Solo il 46.6% delle donne italiane ha un lavoro e di queste 1 su 3 lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio. A novembre 2019 si è registrata una crescita riguardante l’occupazione delle donne che vede un aumento di 35mila assunzioni rispetto ad ottobre 2019.

I dati danno sicuramente molto coraggio e fanno ben sperare, ma c’è ancora molto lavoro da fare e non bisogna fermarsi.