Le competenze come punto di riferimento per valutare e certificare i profili di professionalità è quanto stabilito, nel 2006, dal Parlamento Europeo e dal Consiglio d’Europa per tutti i Paesi dell’Unione, seppur con modalità e strategie differenti.

Le competenze, infatti, “indicano la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale”, questa la definizione dell’EQF (European Qualifications Framework – Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli).

Cosa sono le competenze

Cosa si intende con il termine competenze? Sgombriamo subito il campo da dubbi: le competenze presuppongono autonomia e responsabilità e si distinguono, dunque, dalle conoscenze e dalle abilità. Acquisire competenze vuol dire mettere insieme conoscenze ed esperienze, coniugare pensiero e azione e costruire, così, il proprio sapere. Più di tutto, però, chi acquisisce competenze impara a scegliere e a decidere, facendosi carico delle conseguenze che derivano dalle proprie scelte.

Le competenze, dunque, si acquisiscono anche attraverso errori e approssimazioni, esaminando l’errore al fine di superarlo, in modo da indirizzare efficacemente il proprio agire. Un agire riflessivo che si fonda sui saperi e sulle conoscenze e che contribuisce a costruire nell’individuo il senso del suo essere nel mondo.

Certificazione delle competenze in Italia

Una volta definito il significato di “competenze”, la domanda è: come si possono certificare le competenze acquisite? A partire dal 2013, in Italia, si sono susseguiti una serie di decreti che hanno determinato titolarità e modalità per la certificazione delle competenze che l’individuo acquisisce nel corso della propria storia professionale, scolastica e di vita, affinché siano riconosciute e, di conseguenza, spendibili.

Questi decreti hanno portato, dunque, alla definizione di un quadro di riferimento a livello nazionale: il QNQ (Quadro Nazionale delle Qualifiche), declinato poi all’interno dei singoli Repertori Regionali. Il QNQ raccoglie tutte le qualifiche professionali cui è possibile ricondurre le competenze possedute da ciascun individuo, affinché risultino riconoscibili e spendibili in qualsiasi contesto nazionale.

Certificazione delle competenze: le tappe normative

A questo punto, proviamo a tracciare una sorta di “road map normativa” in materia di certificazione delle competenze:

  • La legge n. 92 del 28 giugno 2012, recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, attribuisce al governo la definizione delle norme generali per l’individuazione e validazione degli apprendimenti acquisiti, con riferimento al sistema nazionale di certificazione delle competenze e ne stabilisce i principi direttivi. I 64-68 (dello stesso articolo) illustrano il sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze.
  • Con la Conferenza Stato-Regioni del 20 dicembre 2012 viene stabilito l’accordo sulla referenziazione del sistema italiano delle qualificazioni al quadro europeodelle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF) e si realizza sia l’intesa riguardante le politiche per l’apprendimento permanente, sia l’accordo tra Governo, Regioni ed Enti locali per la definizione del sistema nazionale sull’orientamento permanente.
  • Il Decreto interministeriale del 13 febbraio 2013del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, recepisce l’intesa e l’accordo sopracitati.
  • Il lgs n. 13 del 16 gennaio 2013reca “Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze“.
  • Il  lgs. 20 luglio 2015recepisce l’intesa in Conferenza Stato-Regioni del 22 gennaio 2015 e definisce il quadro operativo per il riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni regionali e delle relative competenze nell’ambito del repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali.
  • ​Il Decreto 5 gennaio 2021definisce le linee guida che rendono finalmente operativo il Sistema nazionale di certificazione delle competenze (Legge 28 giugno 2012, n. 92 e Decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13).

In questo contesto, appare chiaro quanto il riconoscimento e la certificazione delle competenze sia determinante per favorire la partecipazione delle persone alla formazione, al fine di una spendibilità delle competenze stesse all’interno del mercato del lavoro.

Certificare le Competenze: contesti, esperienze ed aspettative di applicazione a confronto

Il 15 dicembre 2021 si è tenuto il webinar “Certificare le competenze: contesti, esperienze ed aspettative di applicazione a confronto”, organizzato dal CeSFoL.

L’evento Zoom, gratuito e a numero chiuso, ha visto la partecipazione di:

  • Roberto Bianchi – Direttore di FOR.AGRI
  • Walter Lindo – Direttore di Fondir
  • Davide Premutico – Referente di ANPAL

Moderatrice dell’incontro è stata Immacolata Stizzo, presidente CeSFoL.

Durante il webinar i partecipanti hanno avuto la possibilità di interfacciarsi con gli stakeholder della formazione e di porre domande utili ad approfondire tutti gli aspetti legati alla certificazione delle competenze.

Il webinar: relatori e interventi

Davide Premutico, ha aperto il confronto partendo dal Quadro di riferimento nazionale delle qualifiche: Volevo partire dall’elemento base del Quadro di riferimento nazionale delle qualifiche (QNQ), una tassonomia che mette in dialogo sistemi differenti. L’intento di tutto questo processo estremamente ambizioso è quello di tenere insieme il mondo della formazione, dell’education e del lavoro. Riuscendo a connettere i tre universi e consentendo un terreno che garantisca una maggiore capacità di comprendere le dinamiche per le imprese e di assicurare ai lavoratori le traiettorie di sviluppo utili per la loro carriera. E continua: Il Fondo Nuove Competenze emanato dall’ Anpal deve assicurare che la formazione arrivi ad un livello 3-4 del QNQ con riferimenti standard rispetto a questo processo.

A prendere poi la parola è Roberto Bianchi che pone l’attenzione su alcuni aspetti pratici: “Come e dove devono essere presentati i piani delle Certificazioni con FOR.AGRI?

Inizio col dire che noi lasciamo liberi gli attuatori e le imprese di scegliere o non scegliere i loro percorsi e non c’è, al momento, un livello prioritario o un punteggio che dà priorità ai percorsi di formazione che prevedono una certificazione finale delle competenze.

Tuttavia, tutti i piani presentati a FOR.AGRI devono essere progettati per cultura e competenze; mentre, coloro che prevedono un piano che miri ad acquisire le competenze hanno tre possibilità: utilizzare il sistema nazione, tramite privati (ovvero enti accreditati) e, infine, il nostro percorso chiamato Sistema Sperimentale FOR.AGRI.

A concludere il webinar è Walter Lindo: Fondir è partito da una progettazione di competenze che si rifà a un percorso che abbiamo definito Unità di Competenze che parte dai fabbisogni reali. Questo avveniva fino al 2017.

Oggi il nostro formulario prevede una progettazione secondo un ciclo di competenze con una scelta guidata. L’obiettivo è quello di accompagnare le aziende a una progettazione di qualità.

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