Il Digitale: La nuova frontiera nel mondo del lavoro

Il mondo del lavoro vive un cambiamento costante dettato molto spesso dall’ evoluzione parallela del mondo digitale.

Sono, infatti, sempre di più i giovani che iniziano a muovere i primi passi all’interno del proprio percorso lavorativo attraverso piattaforme online o prediligendo un impiego che li mantenga, comunque, collegati con il resto del mondo.

Anche le aziende oggi sono alla continua ricerca di processi che permettano loro di crescere e di migliorare anche attraverso il digitale.

Il periodo pandemico ha sicuramente fatto crescere il settore digital velocemente, facendo diventare anche i social piattaforme su cui far nascere nuovi progetti o dare spazio a nuove idee.

Innovazioni di questo genere richiedono, però, competenze nuove ed è per questo che ad occupare queste figure professionali sono uomini e donne di giovane età.

Dati e statistiche

Dall’Unione degli Industriali di Torino e da Confindustria del Nord arriva uno studio che pone l’attenzione su come il mondo del digitale stia cambiando e di come i giovani riescano più facilmente ad inserirsi nel mondo del lavoro percependo un salario superiore rispetto alla “vecchia generazione”.

Altri dati importanti sono quelli rivelati da un’indagine dell’Istat pubblicata a luglio dello scorso anno all’interno della quale si evince che più della metà dei giovani, che hanno un’età inferiore ai 35, hanno completato gli studi a differenza degli over 55 dove il tasso di abbandono è del 50%.

Donne e Uomini: un divario ancora aperto

Se da un lato il mondo del lavoro è in continua evoluzione, dall’altro vi sono criticità ancora evidenti nella nostra penisola.

Il divario uomo donna esiste ed è ancora fortemente percepito e ciò si deduce dal rapporto del Gender Gap che nel quinto studio sul Gender Equality Index (GEI) ha analizzato l’intera panoramica europea.

Il GEI, Indice sull’uguaglianza di genere occorre proprio per misurare i progressi avvenuti in Europa negli ultimi 10 anni. L’Italia si posiziona al 14esimo posto con un indice pari al 63,5.

Dall’ultima analisi l’Italia non ha subito variazioni restando ferma allo stesso punto da almeno 20 anni.